Alcuni cenni storici...

Centro balneare di Lignano

 

La memoria di Lignano antecedente al 11 aprile 1903, data della fondazione del primo stabilimento balneare, ha come tracce le mappe antiche, che indicano la penisola lignanese come una piccola presenza fisica territoriale, uno spazio geografico e politico della Repubblica di Venezia.
Dal 1600 fino agli inizi del 1900 la penisola è costituita, procedendo dal mare verso l'entroterra, da un’arenile di ampiezza variabile, da una serie di cordoni di dune, dette "motte" o "motteroni", ricoperte da un'estesa e folta pineta. Solo un'area piccola, molto ristretta era soggetta all'azione e alla vita dell'uomo; verso la laguna esistevano valli da pesca, con sistemazioni molto precarie sia dal punto di vista produttivo che igienico-sanitario. Inoltre c'erano alcuni pascoli a margine, delle zone dove la pineta era più fitta. La possibilità di ingresso alla penisola era alquanto problematica. Vi si accedeva attraversando cordoni sabbiosi, piccoli percorsi sulle sponde del Tagliamento, in alternativa per via lagunare per mezzo di barconi.
Nel 1420 con la caduta del Patriarcato di Aquileia, Lignano passa sotto il dominio della Repubblica di Venezia, la quale la dà in feudo a diverse famiglie nobiliari; una di queste, la famiglia Vendramin, discendente del Doge Andrea si lega significativamente al territorio della Terra della Tisana, facendovi costruire, fra l'altro, nella seconda metà del '500 la chiesetta di San Zaccaria in funzione della popolazione stabile, quanto di quella fluttuante di pescatori e battellieri.


 

Il varco d'accesso al mare Adriatico diventa Lignano, con il suo piccolo porticciolo, avamposto di quella fortezza di Marano, chiave di volta del dominio veneto sull'Adriatico. Lignano resterà per anni "Terra del Dodato", quindi parte integrante del demanio militare di Venezia , direttamente amministrata dal Consiglio dei Dieci. Una citazione storica ci dice che nel primo decennio del 1800 la penisola vivrà un breve periodo di guerra fra la Francia napoleonica e l'Inghilterra.


 

All'inizio del '900 fu inaugurato il primo stabilimento balneare, ma questi venne completamente distrutto, dopo la disfatta di Caporetto, dagli austriaci, nel novembre del 1917. Successivamente alla fine della Prima Guerra Mondiale assistiamo ad una forte spinta propulsiva per la vita del nuovo centro balneare. Lignano si amplia ed iniziano le cosiddette vacanze di massa. Protagonisti di questa rinascita saranno, fra gli altri, il Dopolavoro Provinciale di Milano, la Federazione Provinciale Fascista di Bolzano, di Udine e si porranno le basi per un concorso per la realizzazione di una grande colonia per minori.
Prendono così avvio progetti di importanti architetti udinesi, improntati alle nuove forme del razionalismo e del modernismo. Fra questi si distingue l’architetto Pietro Zanini, il cui progetto sarò realizzato nel 1939 ed intitolato a Costanzo Ciano (area Ge.Tur.), ma sarà nel secondo dopoguerra che si avvieranno molti progetti privati che urbanizzeranno Lignano Pineta e Lignano Riviera. Sarà sempre alla fine del secondo conflitto mondiale che il neo ente EFA, costituito nel 1946 con finalità di assistenza all'infanzia e alla gioventù, si farà promotore di rilevanti progetti di solidarietà sociale. L'EFA rileverà nel 1947 lo stabilimento, già colonia per bambini, e lo trasformerà in un centro per esuli ed ex prigionieri di guerra. Sotto l’energica azione di Mons. Freschi questo primo centro verrà ampliato e, grazie anche alla generosità di numerosi cittadini , si addiverrà alla costruzione della colonia San Pio X, Le Vele, Casa della Gioventù, la Casa per Ferie Santa Maria del Mare e nel 1983 il Soggiorno Conchiglia.


 

La Regione nel 1991 modificherà la natura giuridica dell'EFA e dal 1995 la gestione passerà alla Cooperativa GE.TUR. Negli anni 2000 l'intero Complesso di Lignano Sabbiadoro-Ge.Tur. si completerà con la realizzazione di un impianto natatorio coperto e di un palazzetto dello sport olimpici. L'arredo sportivo sarà ulteriormente completato da campi sportivi, campi polifunzionali, giochi acquatici e piscine scoperte.

 

Centro montano Piani di Luzza

 

Con una donazione fatta alla Parrocchia di Forni Avoltri, nel gennaio del 1946 prende il via per merito di Mons. Freschi l’iniziativa che promuove la costituzione di una colonia destinata ad ospitare poveri, reduci rimpatriati abbisognevoli di cure. L’iniziativa si concretizza con una donazione di tre grandi padiglioni in legno ubicati in Piani di Luzza. Per atti successivi entrano a far parte dei beni della Parrocchia di Forni Avoltri anche un ettaro di terreno ai piedi del monte Chiadin, punto d’incontro tra le alpi carniche e cadorine. Qui trascorreranno le loro vacanze tante persone in stato di bisogno e tanti bambini del Friuli. Il Villaggio crescerà ancora e sarà continuamente ammodernato. Già nel 1959 saranno 5 gli imponenti fabbricati destinati ad ospitare le persone meno abbienti e le grandi colonie per bambini. Questo fervore sociale che si concretizza in opere edilizie importanti ed ospitali fa sì che il 09 luglio del 1955 il Cardinale di Venezia, futuro Papa Giovanni XXIII, sia indotto a visitare la località e a trascorrere con i bimbi e gli ospiti un breve soggiorno.


 

Oggi Piani vive le sue stagioni turistiche sia d’estate che d’inverno. E’ rimasto il luogo tranquillo di sempre per bambini e famiglie… un luogo dove ancora si può sognare ad occhi chiusi, rivivendo le stagioni trascorse, valutando il presente e, perchè no, sperare in un futuro migliore.